mercoledì 26 febbraio 2020

Capitolo 13 Bis - Sguattero

La domenica è stato un giorno relativamente tranquillo. Mi sono svegliato di prima mattina (6:00) indossai la mia divisa da lavoro da cucina e andai al ristorante dove la confraternita aveva prenotato il pranzo per gli studenti e le loro famiglie. Una volta arrivato andai nel retro del locale per entrare in cucina. Il capo cucina mi ha fatto indossare un grembiule lungo bianco di cotone evidentemente già usato ed ho iniziato subito mettendomi a lavoro. Ho passato le prossime ore a pelare patate, tagliare verdure, togliere ogni spazzatura che si creava, pulendo tutto quello che sporcavano i cuochi o che avevano bisogno, ero lo sguattero della cucina. I ragazzi e le loro famiglie arrivarono per ora di pranzo, dalla finestra della cucina che dava sul parcheggio potevo vederli scendere dalle loro macchine lussuose per recarsi al pranzo. Ho lavorato intensamente e velocemente ubbidendo a tutto quello che mi dicevano di fare. La maglietta della mia divisa bianca era ormai umida e sudata avevo la schiena con un grande alone. La gente mi ignorava, ero solo un aiutante della cucina. In poche ore il pranzo fu finito, le famiglie avevano per lo più terminato, così il capo della cucina mi disse di aiutare i camerieri a sparecchiare, fu umiliante per me uscire dalla cucina in quelle condizioni e aggirarmi tra i tavoli di gente elegante e finemente curata. Ma feci come mi venne detto e iniziai a raccogliere tutti i piatti sporchi e pulire i tavoli da tutti gli avanzi, con il mio carrello e li ho riportati in cucina. C’erano almeno centinaia di piatti pieni di scarti da pulire accatastati uno sopra l'altro, più pentole e tegami incrostati. La lavastoviglie era impegnata per la pulizia dei bicchieri , quindi tutto il resto andava pulito a mano. Il capo della cucina così mi disse che sarebbe stato il mio compito per le prossime ore, avrei dovuto sbrigarmi e recarmi alla postazione lavaggio. Indossai dei lunghi guadi di gomma gialla e anche stivali bianchi in gomma per iniziare la pulire tutto. Passarono diverse ore tra spugne stracci e detersivi, scrostare le pentole era la parte più difficile, gli schizzi di acqua e sporco mi ricoprivano ovunque, e dopo ore di lavoro anche io ero sporco come uno straccio usato, feci tutto con le mie mani e olio di gomito sotto il vigile e severo sguardo del cuoco. Il cuoco insieme allo staff ormai dimezzato fumavano di tanto in tanto una sigaretta sul retro, mentre io rimanevo l'unico costantemente al lavoro. Di tanto in tanto passavano a ispezionare le stoviglie e se c'era qualcosa che non fosse perfettamente pulito non esitavano a gettarla nel lavabo in modo che potessi rilavarla da capo. Eliminare l'unto d'olio dalle teglie è stata un impresa ardua e ho dovuto rilavarle almeno due volte. 
Una volta finito di lavare tutto, dovetti asciugarle. Ormai erano quasi le sette di pomeriggio la cucina era pulita e stavo passando lo straccio su tutto il pavimento cercando di renderlo il più pulito possibile, quando d’improvviso spuntò Den insieme al cuoco sul ciglio della porta che parlavano. Parlavano di quanto fosse stato buono il cibo e perfetta la cena, ignorandomi completamente e io rispettosamente continuai nel mio lavoro. A un certo punto la conversazione voltò su me, Den chiese un feedback su come avessi lavorato, se avessi rispettato i tempi, fossi stato preciso e ubbidiente, se mi fossi lamentato... come fosse il mio datore di lavoro, o il datore di uno stupido schiavo, per fortuna il cuoco era soddisfatto del mio operato e disse a Den che avrei potuto lavorare al ristorante tutte le volte che avrebbe voluto arrotondare qualche soldo. Quindi il mio padrone stava ricevendo dei soldi, dei soldi che non avrei mai visto. Nel frattempo avevo terminato e mi avvicinai a Den, era impeccabile nel suo maglioncino Ralph Laouren pantaloni CK e scarpe di pelle lucide, io accanto a lui vestito con una vecchia t-shirt bianca ormai logora, un grembiule ormai fradicio e sudicio con guanti di gomma e stivali bianchi, ero proprio uno sguattero. Mi disse che potevo tornare a casa, avevo finito la mia giornata lavorativa, ma che ovviamente non mi avrebbe dato un passaggio dato che ero lurido non voleva che sporcassi la sua lussuosa auto. 

Bene Frocio adesso mentre io vado a prepararmi puoi rendere questo posto impeccabile prima di andare a letto, ah dimenticavo non fare la doccia quando finisci, voglio che tieni con te quei luridi vestiti, puoi dormire nel ripostiglio insieme agli attrezzi di pulizia. Domani mattina sveglia alle 6:00 troverai il tuoi doveri scritti in questo biglietto, ma voglio che lo leggi domani.
Buonanotte disse Josh.

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